– Mediazione Familiare

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– Mediazione Familiare2018-06-20T18:59:27+00:00

CHE COS’È LA MEDIAZIONE FAMILIARE

La Mediazione Familiare è un servizio offerto ai genitori alle prese con le difficoltà della separazione, affinché attraverso una comunicazione più costruttiva possano continuare ad essere padre e madre, protagonisti insieme della crescita e dello sviluppo dei loro figli. E’ rivolta appunto a coppie in via di separazione o già separate con figli minorenni, a cui viene garantita la totale e più assoluta riservatezza.
Il lavoro di mediazione familiare si articola in diversi incontri e non prevede la presenza dei figli.
La mediazione familiare costruisce uno spazio in cui le persone progettano, condividono e realizzano un
orizzonte futuro possibile e sostenibile per tutte le parti coinvolte.
La Mediazione Familiare si basa su due punti principali:
• l’attività rivolta ai genitori
“non solo mediazione” cioè tutte le attività che hanno come obiettivo la promozione di una nuova cultura sulla separazione e la mediazione.
La mediazione familiare lavora sulle potenzialità dei genitori partendo dal presupposto che gli stessi siano in possesso di risorse ed energie positive e costruttive, si cerca di rendere i genitori autonomamente capaci di
prendere accordi e risolvere situazioni di conflitto nei momenti quotidiani della genitorialità.
Il prendere accordi in mediazione diventa allora una sorta di palestra per i genitori che attraverso l’ascolto reciproco, il prendere in considerazione il punto di vista dell’altro, attraverso l’approccio ad un lavoro di coppia per strutturare la soluzione migliore per l’interesse del figlio, riescono a sperimentare una comunicazione reciproca e rispettosa dell’altro quale strumento del quale potranno avvalersi fuori dal contesto di mediazione nel loro essere genitori insieme.
E’ un intervento circoscritto, articolato in una serie di incontri (10-12), che ha obiettivi ben precisi, orientato sulle prospettive future e che coinvolge esclusivamente i genitori. È un
percorso indipendente dal sistema giudiziario.
Ad entrambi i genitori, quali unici interlocutori, si riconosce la capacità e la responsabilità di valutare ed affrontare i bisogni propri e dei figli fuori da una logica di vincitori e vinti. L’obiettivo della mediazione è quello di portare i due genitori ad elaborare un progetto di intesa reciproco e durevole su tutte le principali questioni riguardanti i figli. La mediazione non è una terapia, né
un intervento assistenziale o di tutela sociale. I genitori scelgono di intraprendere la mediazione in modo autonomo e volontario.
La mediazione familiare si va sempre più diffondendo quale tecnica di ricomposizione del conflitto nella
separazione coniugale, anche se l’uso del termine ricomposizione è riduttivo e fuorviante rispetto alla globalità di intenti e obiettivi che la mediazione si pone; fra questi il principale è la costruzione di nuovi canali comunicativi interpersonali che siano significativi ed efficaci e che oltrepassino lo scontro relazionale, consentendo ad entrambi gli ex-coniugi di riprogettare un futuro che, pur non essendo indifferente al passato, non continui a subirne la pesante ombra.

  • IL MEDIATORE FAMILIARE

    Il Mediatore Familiare è un esperto neutrale ed imparziale che assiste e guida i genitori a prendere decisioni e trovare accordi che riguardano la vita dei propri figli, cioè aiuta i genitori a parlarsi, ad ascoltarsi, a confrontarsi per trovare insieme soluzioni realistiche e positive tese alla migliore organizzazione possibile della vita quotidiana e alla condivisione dei compiti genitoriali, secondo modalità che possano favorire il rispetto reciproco e la continuità degli affetti familiari.
    Il mediatore non deve cedere alle possibili richieste di alleanza da parte dei genitori e deve mantenere una posizione di equidistanza/equivicinanza da questi. Il Mediatore pur “entrando” nella relazione tra le due parti in conflitto, non prende le decisioni al posto dei disputanti, ma sono le stesse parti a portare avanti il processo decisionale.

  • COME SI DIVENTA MEDIATORE FAMILIARE

    Per poter diventare Mediatore Familiare è necessario essere in possesso dei seguenti requisiti:
    • Frequenza ad un Corso Formativo articolato in parte teorica e tirocinio;
    • Lauree e Diplomi universitari nell’area sociale, psicologica, sanitaria, educativa, giuridica;
    • Diplomi superiori a cui sia seguita un’esperienza lavorativa almeno biennale nel campo dell’insegnamento, dell’intervento educativo o sociale e, piu’ in generale, della consulenza e dell’assistenza alla famiglia.

  • COMPETENZE DEL MEDIATORE FAMILIARE

    Le competenze del Mediatore consistono nella capacità di :
    • creare un clima relazionale favorevole all’instaurarsi e al mantenersi di un canale di comunicazione efficace e stabile tra i genitori;
    • contribuire alla gestione dei conflitti in vista della ricerca autonoma da parte dei genitori di soluzioni concrete e condivise ai problemi generati dalla separazione;
    • incentivare e valorizzare l’esercizio unitario e solidale della genitorialità anche dopo la rottura del legame di coppia;
    • evitare di farsi coinvolgere dai problemi emotivi e affettivi di coloro che gli chiedono aiuto per non creare relazioni in contrasto con il suo ruolo imparziale.
    I requisiti che dovrà possedere sono:
    A. il mediatore è imparziale nei suoi rapporti con le parti;
    B. il mediatore è neutro per quanto riguarda l’esito del procedimento di mediazione;
    c. il mediatore rispetta i punti di vista delle parti e tutela la loro uguaglianza nel corso della negoziazione;
    D. il mediatore non ha il potere di imporre una soluzione alle parti;
    E. le condizioni nelle quali si svolge la mediazione familiare dovrebbero garantire il rispetto della vita privata;
    F. le discussioni che hanno avuto luogo durante la mediazione sono confidenziali e non possono essere ulteriormente utilizzate senza il consenso delle parti o nei casi consentiti dalla legge nazionale;
    G. il mediatore dovrebbe, al caso, informare le parti della possibilità che essi hanno di ricorrere ai consulenti matrimoniali o ad altre forme di consulenza in quanto modi di composizione dei problemi coniugali o familiari;
    H. il mediatore dovrà mirare in maniera particolare al benessere e all’interesse superiore del minore, dovrà incoraggiare i genitori a concentrarsi sui suoi bisogni, e dovrà ricordare ai medesimi la loro fondamentale responsabilità concernente il benessere dei loro figli e la necessità che essi hanno di informarli e di consultarli;
    I. il mediatore dovrà porre una particolare attenzione alla necessità di sapere se fra le parti sono occorse delle violenze, ovvero se delle violenze sono suscettibili di prodursi nel futuro, nonché agli effetti che esse potrebbero produrre sulla situazione delle parti nel corso della negoziazione; egli dovrà altresì considerare se, in queste circostanze, il procedimento di mediazione è quello appropriato;
    L. il mediatore può fornire informazioni legali, ma non dovrà mai dispensare consigli di tale natura. Egli dovrà al caso informare le parti della possibilità che esse hanno di consultare un avvocato o un altro professionista competente.

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