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Indennità

Il D.Lgs. 28/2010 prevede una serie di agevolazioni fiscali per favorire il ricorso alla Mediazione:
Tutti gli atti, documenti e provvedimenti relativi al procedimento di mediazione sono esenti dall’imposta di bollo e da ogni spesa, tassa o diritto di qualsiasi specie e natura ai sensi dell’art.17 comma 2;
Il verbale di accordo è esente dall’imposta di registro entro il limite di valore di € 50.000,00, altrimenti l’imposta è dovuta per la parte eccedente ai sensi dell’art.17 comma 3.
Il ricorso alla mediazione obbligatoria è esente da qualsiasi costo per i soggetti che beneficiano delgratuito patrocinio a spese dello Stato, ai sensi dell’art.17, comma 5. A tal fine il beneficiario è tenuto a depositare presso l’Organismo apposita dichiarazione sostitutiva dell’atto di notorietà e a produrre, se richiesto dall’Organismo, pena l’inammissibilità, la documentazione comprovante quanto dichiarato.
L’articolo 20 del D.Lgs. 28/2010 riconosce un credito d’imposta per le controversie civili e commerciali per le quali la Mediazione è condizione di procedibilità:
Alle parti è riconosciuto, in caso di successo della mediazione, un credito d’imposta commisurato all’indennità stessa, fino ad un massimo di € 500,00.
In caso di insuccesso della Mediazione, il credito d’imposta è ridotto della metà.
Il Ministero della Giustizia comunica all’interessato l’importo del credito d’imposta spettante entro 30 giorni dal termine indicato al comma 2 dell’articolo 20 del D.lgs. 28/2010 per la sua determinazione, e trasmette telematicamente all’Agenzia delle Entrate l’elenco dei beneficiari e i relativi importi a ciascuno comunicati.
Il credito d’imposta deve essere indicato, a pena di decadenza, nella dichiarazione dei redditi ed è utilizzabile a decorrere dalla data di ricevimento della comunicazione di cui in precedenza nonché, da parte delle persone fisiche non titolari di redditi d’impresa o di lavoro autonomo, in diminuzione delle imposte sui redditi.
Il credito d’imposta non dà luogo a rimborso e non concorre alla formazione del reddito ai fini delle imposte sui redditi, né del valore della produzione netta ai fini dell’Irap e non rileva ai fini del rapporto di cui agli articoli 61 e 109, comma 5, del testo unico delle imposte sui redditi.